Una giornata triste per la cultura

Quella di venerdì 19 febbraio 2016 verrà ricordata e rimarrà nella storia come una delle giornate più tristi per il Mondo della Cultura. Ieri, infatti, hanno lasciato questo mondo due delle figure di maggior spicco nel campo della Letteratura mondiale.

Non si era ancora ben metabolizzata la notizia della scomparsa, avvenuta nella mattinata di ieri, all’età di quasi novant’anni, nella sua casa di Monroeville in Alabama, cittadina dov’era nata il 28 aprile 1926, di Harper Lee, scrittrice ricordata per aver dato alle stampe uno dei Capolavori della Letteratura mondiale ovvero “Il buio oltre la siepe”, romanzo che le valse il Premio Pulitzer per la Narrativa nel 1961, quando ecco arrivare una nuova doccia fredda. La scomparsa di Harper Lee è avvenuta a tre mesi di distanza dall’uscita nelle librerie italiane del suo più recente romanzo, anche se la sua stesura risulta essere precedente a quella de “Il buio oltre la siepe”, intitolato “Va’, metti una sentinella”, romanzo che ha dato vita ad alcune discussioni e critiche in quanto contiene scoperte riguardanti la famiglia Finch ed in special modo il capofamiglia Atticus, che sembrano stravolgere quelli che sono i temi centrali del suo Capolavoro.

Stavolta la notizia non giungeva da Oltreoceano ma da casa nostra. La famiglia dava la notizia della scomparsa, all’età di 84 anni, dello scrittore, saggista, giornalista, filosofo e semiologo, Umberto Eco. Il primo quotidiano a dare la notizia è stato La Repubblica, quotidiano per il quale Umberto Eco aveva lavorato e che aveva raccolto e pubblicato la sua ultima intervista nel novembre scorso.

Le scomparse, a poche ore l’una dall’altra, di Harper Lee e di Umberto Eco lasciano vuoti difficilmente colmabili nel mondo culturale mondiale.

Di Umberto Eco scrittore e romanziere ricordiamo, in particolare, “Il nome della rosa” che gli valse, tra i vari riconoscimenti, il Premio Strega nel 1980, “Il pendolo di Foucault”, nel quale compare anche una bella critica alla cosiddetta vanity press, come viene chiamata in America, “L’isola del giorno prima”, “Il cimitero di Praga” e l’ultimo romanzo, uscito l’anno scorso, in concomitanza con l’ottantatreesimo compleanno di Umberto Eco, il 5 gennaio, intitolato “Numero zero”. Come saggista voglio ricordare il suo libro intitolato “Sulla letteratura”. Per un ricordo molto più completo del mio di Umberto Eco vi consiglio la lettura dell’articolo di Martino Galliolo.

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